Content Design › Tate
Unico content designer, in team con UX designer e growth product manager.
Per aumentare il numero di referral effettuati abbiamo condotto una ricerca. Molte persone, pur essendo soddisfatte di Tate, esitavano a consigliarlo temendo di sembrare interessate soltanto al ritorno economico. Tuttavia, lo sconto in bolletta era l’incentivo più apprezzato. La mia ipotesi era che, per superare questa resistenza, servisse spostare l’attenzione dal vantaggio economico al valore di un buon consiglio e rendere il processo più semplice e personale.
Dopo il lancio i referral sono migliorati sensibilmente, tanto che il team ha potuto spostare la priorità su altro.
Un nome che cambia prospettiva
Il nome del programma cambia il modo in cui viene percepito: da «Invita e risparmia» della versione preesistente, centrato sul vantaggio economico, ad «Abbassa le bollette», che suggerisce invece un’azione sensata e usa termini meno connotati. È la prima applicazione della mia ipotesi.
Prima il vantaggio di chi riceve
La prima schermata di tutorial ribalta la prospettiva abituale di un programma referral: invece di partire da ciò che può ottenere chi invita, presenta prima il vantaggio per chi riceve l’invito. Il beneficio economico resta lo stesso per entrambe le persone, ma cambia il modo di raccontarlo.
Un invito all’azione, non uno slogan
La versione precedente usava il titolo «I tuoi amici sono anche i nostri». Ho trasformato quell’indicazione generica in un’istruzione più precisa che indica la cumulabilità degli sconti e include un invito all’azione.
Il consiglio prima dello sconto
Questa schermata rappresenta il cuore della strategia. La soddisfazione di chi usa Tate diventa il motivo per consigliarlo: non si invita qualcuno soltanto per ottenere uno sconto, ma per condividere un’esperienza positiva. Il vantaggio economico resta, ma arriva in un secondo momento. «Il resto è tutto di guadagnato» lo sottolinea con leggerezza.
Un avviso con il sorriso
Dalla dashboard è possibile scegliere quali aspetti di Tate valorizzare nell’invito. Per evitare che il risultato finale sia troppo scarno, abbiamo previsto un avviso che, con una battuta, suggerisce all’utente di selezionare almeno due argomenti con cui presentare Tate nel suo invito. Anche un piccolo dettaglio può diventare l’occasione per esprimere il tono del brand.
Errori che strappano un sorriso
Anche la personalizzazione del codice è un modo per rendere il processo più leggero e meno transazionale. Nel testo spiego i criteri di compilazione per ridurre possibili errori, ma quando l’utente usa un codice già esistente, troppo lungo o che contiene parole vietate, un messaggio di errore lo avvisa e coglie l’occasione per strappargli un sorriso.
Due modi per la stessa azione
Ho preparato notifiche in app per incoraggiare chi usa già Tate a partecipare al programma referral. «Pensa agli amici» valorizza il consiglio; «Abbassa le bollette» riprende il nuovo nome del programma. Sono due modi diversi di invitare alla stessa azione, senza concentrarsi soltanto sul premio.
Un invito da una persona, non da un’azienda
L’SMS destinato a chi riceve l’invito è più personale: compare il nome di chi consiglia Tate e il testo usa la prima persona, invece di sembrare una comunicazione inviata dall’azienda. Il vantaggio economico resta esplicito, ma il mittente diventa riconoscibile.
Il percorso principale racconta solo una parte del programma. Questo diagramma ricostruisce l’intero processo: gli ingressi dal profilo e dalle notifiche, il tutorial, la personalizzazione dell’invito, la dashboard, la condivisione e la landing per chi riceve l’invito.
Content Design › Tate
Unico content designer, in team con UX designer e growth product manager.
Per aumentare il numero di referral effettuati abbiamo condotto una ricerca. Molte persone, pur essendo soddisfatte di Tate, esitavano a consigliarlo temendo di sembrare interessate soltanto al ritorno economico. Tuttavia, lo sconto in bolletta era l’incentivo più apprezzato. La mia ipotesi era che, per superare questa resistenza, servisse spostare l’attenzione dal vantaggio economico al valore di un buon consiglio e rendere il processo più semplice e personale.
Dopo il lancio i referral sono migliorati sensibilmente, tanto che il team ha potuto spostare la priorità su altro.
Un nome che cambia prospettiva
Il nome del programma cambia il modo in cui viene percepito: da «Invita e risparmia» della versione preesistente, centrato sul vantaggio economico, ad «Abbassa le bollette», che suggerisce invece un’azione sensata e usa termini meno connotati. È la prima applicazione della mia ipotesi.
Prima il vantaggio di chi riceve
La prima schermata di tutorial ribalta la prospettiva abituale di un programma referral: invece di partire da ciò che può ottenere chi invita, presenta prima il vantaggio per chi riceve l’invito. Il beneficio economico resta lo stesso per entrambe le persone, ma cambia il modo di raccontarlo.
Un invito all’azione, non uno slogan
La versione precedente usava il titolo «I tuoi amici sono anche i nostri». Ho trasformato quell’indicazione generica in un’istruzione più precisa che indica la cumulabilità degli sconti e include un invito all’azione.
Il consiglio prima dello sconto
Questa schermata rappresenta il cuore della strategia. La soddisfazione di chi usa Tate diventa il motivo per consigliarlo: non si invita qualcuno soltanto per ottenere uno sconto, ma per condividere un’esperienza positiva. Il vantaggio economico resta, ma arriva in un secondo momento. «Il resto è tutto di guadagnato» lo sottolinea con leggerezza.
Un avviso con il sorriso
Dalla dashboard è possibile scegliere quali aspetti di Tate valorizzare nell’invito. Per evitare che il risultato finale sia troppo scarno, abbiamo previsto un avviso che, con una battuta, suggerisce all’utente di selezionare almeno due argomenti con cui presentare Tate nel suo invito. Anche un piccolo dettaglio può diventare l’occasione per esprimere il tono del brand.
Errori che strappano un sorriso
Anche la personalizzazione del codice è un modo per rendere il processo più leggero e meno transazionale. Nel testo spiego i criteri di compilazione per ridurre possibili errori, ma quando l’utente usa un codice già esistente, troppo lungo o che contiene parole vietate, un messaggio di errore lo avvisa e coglie l’occasione per strappargli un sorriso.
Due modi per la stessa azione
Ho preparato notifiche in app per incoraggiare chi usa già Tate a partecipare al programma referral. «Pensa agli amici» valorizza il consiglio; «Abbassa le bollette» riprende il nuovo nome del programma. Sono due modi diversi di invitare alla stessa azione, senza concentrarsi soltanto sul premio.
Un invito da una persona, non da un’azienda
L’SMS destinato a chi riceve l’invito è più personale: compare il nome di chi consiglia Tate e il testo usa la prima persona, invece di sembrare una comunicazione inviata dall’azienda. Il vantaggio economico resta esplicito, ma il mittente diventa riconoscibile.
Il percorso principale racconta solo una parte del programma. Questo diagramma ricostruisce l’intero processo: gli ingressi dal profilo e dalle notifiche, il tutorial, la personalizzazione dell’invito, la dashboard, la condivisione e la landing per chi riceve l’invito.